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Checklist: 12 cose da chiarire prima di far fare il sito

Prima di firmare per un sito web vanno chiariti per iscritto sette punti: a nome di chi sono dominio e hosting, se il codice sorgente ti viene consegnato, cosa è incluso pagina per pagina, chi scrive testi e fornisce immagini, quante revisioni grafiche sono comprese, quali date di consegna sono garantite e cosa prevede l'assistenza dopo il lancio. Le controversie sui progetti web nascono quasi sempre da uno di questi sette punti lasciato implicito.

Proprietà: le tre domande non negoziabili

1. Il dominio è intestato a me?

Deve esserlo. Il dominio è la tua identità online e va registrato con i tuoi dati, non con quelli del fornitore. Se è intestato a chi ti fa il sito, cambiare fornitore diventa una trattativa invece di una decisione.

2. Ricevo il codice sorgente?

Chiedilo esplicitamente e mettilo nel contratto. Senza il codice puoi solo continuare con chi te l'ha fatto: qualsiasi altro professionista dovrebbe ripartire da zero.

3. L'hosting è a mio nome o rivenduto?

Un hosting rivenduto non è un problema in sé, ma devi sapere che esiste: significa che l'accesso ai file del tuo sito passa da qualcun altro. Chiedi di poter avere le credenziali se le richiedi.

Cosa è incluso: mettilo per iscritto

4. Quali pagine, esattamente?

Un elenco puntuale, non «un sito di circa sei pagine». La differenza tra sei e nove pagine è settimane di lavoro e centinaia di euro, e va decisa prima.

5. Chi scrive i testi?

È la domanda che manda fuori tempo più progetti. Se li scrivi tu, il preventivo scende ma i tempi dipendono da te; se li scrive il fornitore, deve essere nel prezzo insieme al numero di revisioni.

6. Le immagini da dove arrivano?

Foto tue, banca immagini a pagamento o servizio fotografico? Le immagini stock generiche costano poco e si riconoscono a colpo d'occhio. Se il tuo lavoro è visivo, un servizio fotografico rende più di mille euro di design.

7. La SEO tecnica è compresa?

Struttura dei titoli, URL, sitemap, dati strutturati, velocità, versione mobile. Se non è scritto, di solito non c'è — e aggiungerla dopo costa di più che farla subito.

8. Quante revisioni grafiche?

«Modifiche illimitate» è una promessa che nessuno mantiene. Due o tre giri di revisione dichiarati sono più onesti, e ti obbligano a dare feedback ordinati invece che a rate.

Tempi e vita dopo il lancio

9. Quali date, e cosa succede se slittano?

Date vere, non «un paio di settimane». Chiedi anche cosa dipende da te: se il ritardo nasce dai contenuti che devi fornire, è giusto saperlo prima e non a progetto fermo.

10. Chi lo aggiorna dopo?

Devi poter cambiare da solo le cose che cambiano spesso: orari, listini, articoli, foto. Chiedi di vedere il pannello di amministrazione prima di firmare, non dopo la consegna.

11. Cosa comprende l'assistenza?

Per quanto tempo, per quali interventi, con quali tempi di risposta. Correggere un errore di sviluppo non è assistenza: è garanzia, e non si paga.

12. Il sito sarà a norma?

Informativa privacy, banner cookie con consenso reale (non il finto «accetto» che traccia comunque), dati aziendali e P.IVA nel footer. Sono obblighi di legge e le sanzioni riguardano te, non chi ha sviluppato il sito.

Cinque campanelli d'allarme

  • «Prima posizione su Google garantita»: nessuno può garantirla, Google stesso lo dice
  • Preventivo senza dettaglio: una cifra unica senza voci non è confrontabile con nulla
  • Nessuna domanda sul tuo business: chi non chiede a chi ti rivolgi sta compilando un template
  • Portfolio senza link: gli screenshot si fanno in due minuti, i siti online no
  • Pressione a firmare subito: «offerta valida fino a domani» è una tecnica di vendita, non un prezzo

Cosa portare al primo incontro

Chi arriva preparato risparmia tempo e soldi: metà del preventivo dipende da quanto lavoro di raccolta materiali resta da fare.

  1. Tre siti che ti piacciono e tre che non ti piacciono, con il motivo
  2. Cosa deve fare il sito, in una frase (vendere, far chiamare, far prenotare)
  3. Il tuo logo nel formato originale, se esiste
  4. Testi, listini e foto già disponibili
  5. Il budget indicativo: senza, ogni preventivo è un tiro al bersaglio
  6. Chi decide: se le approvazioni passano da più persone, dillo subito

Domande frequenti

È normale pagare un anticipo?

Sì. Un acconto tra il 30 e il 50% all'avvio è la prassi, con il saldo alla consegna. Diffida sia di chi chiede il 100% in anticipo, sia di chi non chiede nulla.

Serve un contratto scritto anche per un sito piccolo?

Sì, anche solo un preventivo dettagliato accettato via email. Deve contenere cosa è incluso, tempi, costi e a chi appartengono dominio, hosting e codice.

Posso far fare il sito e occuparmi io della SEO?

Puoi, ma la SEO tecnica va impostata durante lo sviluppo: struttura, URL, velocità e dati strutturati sono decisioni architetturali. Rifarle dopo su un sito già online costa di più che farle bene subito.

Quanto conta il portfolio di chi sceglierò?

Conta più dei siti belli la loro salute reale: apri due o tre lavori dal telefono, guarda quanto ci mettono a caricare e cerca su Google il nome di quelle attività. È una verifica di cinque minuti che dice molto.

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